«La Tranchée»: esercitazioni più realistiche con meno rumore
Dal 1° gennaio 2025 l’impianto di tiro indoor «La Tranchée» entrerà in funzione nella piazza d’armi di Sion. Questo complesso di 7200 metri quadrati mette a disposizione dell’esercito e della polizia dieci moduli di tiro per svolgere le esercitazioni in un ambiente sicuro e moderno. L’impianto rappresenta anche una soluzione innovativa ed esemplare per quanto concerne l’insonorizzazione.
Testo: Comunicazione Difesa, Melanie Mooser
Foto: VBS/DDPS, Pascal Gertschen
Video: VBS/DDPS, Andrea Jaeggi
Nella piazza d’armi di Sion è stata realizzata un’opera interrata pressoché invisibile che alza l’asticella degli standard per i poligoni svizzeri: si chiama «La Tranchée» (ovvero la trincea). Il più grande poligono di tiro indoor del paese che entrerà in funzione il 1° gennaio 2025, con una via d’accesso che assomiglia davvero a una trincea, propone soluzioni tecniche moderne, esercitazioni realistiche e approcci sostenibili per ridurre l’inquinamento acustico e l’impatto ambientale.
L’impianto sotterraneo, distribuito su una superficie di 7200 metri quadrati, comprende dieci moduli di tiro: sette sono riservati all’esercito e tre alla polizia. L’innovazione tecnologica impiegata per le postazioni di tiro innalza le esercitazioni a un livello superiore, soprattutto grazie a effetti visivi e sonori immersivi. «Una postazione tattica che offre un’angolazione di tiro di 180 gradi permette di realizzare scenari realistici per la formazione professionale della polizia militare» spiega il colonnello Michel Balmer, comandante del centro di competenza della polizia militare e della piazza d’armi di Sion. «L’impianto è disponibile 24 ore su 24, sicché l’esercito e la polizia possono effettuare le esercitazioni con la massima flessibilità, a qualsiasi ora del giorno e della notte.» La struttura è inoltre dotata di un dojo, ossia una palestra di arti marziali in cui i militari e della polizia possono praticare le tecniche di combattimento.
Priorità alla protezione acustica e ambientale
In realtà uno degli obiettivi principali di «La Tranchée» è una netta riduzione dell’inquinamento acustico. Grazie al nuovo impianto, l’esercito e la polizia trasferiranno al coperto il 75 per cento delle esercitazioni di tiro a breve distanza che finora erano svolte alla piazza di tiro di Pra Bardy.
«Quella dell’impianto di Sion è stata una scelta inevitabile», svela il comandante. «L’altra piazza di tiro di Pra Bardy supera ampiamente i limiti di rumore previsti dall’Ordinanza contro l’inquinamento fonico (OIF) con oltre 1,5 milioni di tiri effettuati ogni anno. In seguito alle proteste dei residenti nelle località adiacenti di Aproz e dei visitatori nell’area verde di Les Îles si era resa necessaria una soluzione alternativa definitiva.» La volontà politica di ridurre l’inquinamento acustico è cresciuta al punto di convincere la Confederazione e il Cantone a cercare una soluzione adeguata. È stato quindi istituito un gruppo di lavoro che ha individuato nella realizzazione di un impianto al coperto l’unica soluzione in grado di soddisfare le esigenze militari e nel contempo ridurre il livello di rumore.
High-tech sotterraneo
La struttura sotto il livello del suolo riduce al minimo il rumore. Gli ambienti interni sono rivestiti di materiale insonorizzante che riduce il riverbero acustico, portandolo ai livelli che si possono trovare in uno studio di registrazione. Inoltre l’impianto soddisfa i massimi standard di sicurezza. «I parapalle in granulato garantiscono la massima sicurezza e riducono al minimo il rischio di rimbalzi», afferma il colonnello Balmer indicando la zona retrostante i bersagli. «Inoltre i rinforzi balistici nelle aree meno protette impediscono di colpire fuori dal bersaglio, soprattutto nel caso di tiri da angolazioni decentrate», precisa. Anche il terreno è protetto da speciali lastre rivestite di poliuretano.
Il poligono si distingue anche sul fronte della sostenibilità: l’impiego di materiali resistenti come la terra battuta e il cemento armato riduce al minimo gli interventi di manutenzione, mentre la realizzazione in galleria salvaguarda l’ambiente.
Il progetto è frutto di una collaborazione stretta tra il Cantone del Vallese, che ha assunto la direzione dei lavori, e la Confederazione, che ha stanziato la quota maggiore del finanziamento. I costi totali sono ammontati a 33,5 milioni di franchi, di cui 11 milioni sono stati versati dal Cantone. I rimanenti 22,5 milioni di franchi provengono invece dalle casse federali. Pur trattandosi di un progetto considerevole sono stati rispettati i limiti di budget e la tempistica – un successo dovuto secondo il colonnello Balmer al coordinamento perfetto tra tutte le parti coinvolte.
Prospettive future
A partire dal 2025 l’impianto sarà utilizzato anche dalle e dagli aspiranti della scuola di polizia. Potrebbero seguire altre istituzioni, come la polizia dei trasporti e l’amministrazione delle dogane.
«La Tranchée» si pone senz’altro come modello e in futuro potrebbe essere presa ad esempio per altre piazze di tiro svizzere che evidenziano criticità simili sul fronte del rumore, secondo il colonnello Balmer. Le delegazioni in visita da altri cantoni sembrano confermare il grande interesse suscitato da questa soluzione.
Con questo nuovo poligono indoor l’Esercito svizzero mostra che innovazione tecnologica, protezione ambientale ed efficienza possono andare a braccetto. L’impianto non è solo una risposta al problema grave del rumore, ma anche un progetto pionieristico che definisce un nuovo standard per le esercitazioni.





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